Molteplici sono le situazioni conflittuali che richiedono assistenza legale. L’ambito legale trova applicazione nelle sfere più varie della vita di un soggetto, di una coppia, di una famiglia. L’intervento legale diventa fondamentale in materia di conflitti familiari, separazioni e affidamento di minori, maltrattamento di donne e minori, violenze a abusi, mediazione familiare.

L’applicazione si estende inoltre a situazioni quali infortuni, valutazioni del danno psicologico, situazioni di stress e mobbing sul lavoro.

assistenza-legaleIn ambito clinico ci si confronta spesso con svariate situazioni conflittuali che portano un soggetto a richiedere la consultazione.
Il consulente propone il suo intervento in ambito civile e penale.
In ambito civile, nel settore del Diritto di Famiglia, l’intervento è finalizzato ad offrire assistenza legale durante le situazioni di separazione consensuale e/o giudiziale e tutela per eventuali minori; divorzio e ridefinizione delle condizioni di separazione e di affidamento minori; valutazione di capacità genitoriali.
In ambito penale, il consulente opera in materia di abuso su minore, violenza e maltrattamento su minore, circonvenzione di incapace, violenza sessuale e maltrattamento femminile.

consulente-tecnico-di-parteConsulente tecnico di parte (CTP)

 La Consulenza Tecnica di Parte è un servizio che permette ad un soggetto coinvolto in una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) disposta dall’Autorità Giudiziaria, di incaricare, tramite il proprio legale che procede alla nomina, un professionista di propria fiducia che lo affianchi lungo tutto l’iter delle operazioni peritali.
Il CTP ha la facoltà di presiedere a tutte le operazioni peritali affiancando e sostenendo il proprio cliente; monitora l’operato del Consulente Tecnico d’Ufficio controllando l’adeguatezza delle scelte metodologiche; redige, al termine delle operazioni, una propria relazione di replica alle conclusioni del CTU, nella quale mette in luce le proprie valutazioni circa il procedimento in oggetto e la metodologia seguita dal CTU.
Avvalersi di un Consulente Tecnico di Parte dunque, sebbene non obbligatorio, può risultare di estrema importanza al fine di non ritrovarsi da soli in un percorso spesso complesso quale è quello della consulenza tecnica.

danno-psicologicoValutazione del danno psicologico

Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno” (art.2043 del Codice Civile).

Il cosiddetto “danno psichico” (o “danno biologico di natura psichica”) costituisce un danno di natura non patrimoniale risarcibile che deriva dal trauma costituito da un fatto illecito di cui la persona (o un suo congiunto) è stata vittima.
Il danno psichico costituisce una lesione dell’integrità psichica e si sostanzia nelle modificazioni psicopatologiche (disturbi mentali di lieve, moderata o grave entità) direttamente conseguenti a un evento delittuoso o a un fatto illecito.
Il risarcimento del danno psichico può ad esempio essere richiesto in caso di: danno da maltrattamenti, danno da stalking, danno da mobbing, danno alla vita sessuale, danno tanatologico / danno psichico catastrofale, danno psichico da morte.

mobbingSi definisce “mobbing” il comportamento consistente in una serie di atti (anche se singolarmente considerati eventualmente leciti) che hanno lo scopo di perseguitare un lavoratore per emarginarlo e spingerlo a presentare le dimissioni.
Si deve trattare di una condotta – considerata nel suo complesso – lesiva della dignità professionale e umana del lavoratore, dignità da intendersi sotto l’aspetto moralepsicologico, fisico o sessuale. Questo può realizzato dal datore di lavoro o da alcuni lavoratori nei confronti di un loro collega ritenuto da emarginare per i più svariati motivi (politici, etnici, razziali, di orientamento sessuale ecc).
Questi comportamenti devono essere tutti finalizzati alla persecuzione del lavoratore per ottenerne le dimissioni, a prescindere dal fatto che l’obiettivo venga o meno raggiunto.
Il lavoratore vittima di mobbing può maturare delle vere e proprie patologie, fisiche o psichiche, che possono essere indennizzate attraverso una richiesta di risarcimento dei danni.

mediazione-familiareLa Mediazione Familiare si propone come una nuova e specifica risorsa volta a sostenere i genitori in conflitto durante la fase della separazione e del divorzio. La Mediazione Familiare si presenta come uno spazio di incontro, in un ambiente neutrale, nel quale la coppia ha la possibilità di rinegoziare le questioni relative alla propria separazione, sia negli aspetti relazionali, sia in quelli economici.
I genitori sono incoraggiati dal mediatore ad elaborare in prima persona gli accordi che meglio rispondano ai bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all’interesse dei figli. Gli accordi presi in Mediazione risultano più condivisi, più soddisfacenti per sé e per i bambini, e quindi più rispettati nel tempo.

La Mediazione si pone l’obiettivo di rendere la coppia protagonista e responsabile nella gestione del conflitto in un’ottica di continuità genitoriale.

medicina-legaleIl medico legale è uno specialista che si occupa di valutare percentualmente il danno biologico residuo del soggetto danneggiato. Il medico legale, attraverso una visita medica, stabilisce se e quanto un soggetto ha subito un danno che ha determinato un esito invalidante. Quindi rilascerà accurata e dettagliata relazione individuando un rapporto di causalità tra disturbi soggettivi e obiettività clinica e sinistro subito, per concludere con la valutazione quantitativa del danno biologico residuo, dei periodi di inabilità e delle spese sostenute.

Chi ha necessità di una visita medico-legale? La visita e la relazione medico-legale sono indispensabili a quei soggetti che devono effettuare visite medico-legali presso fiduciari di società di assicurazione per ottenere risarcimenti a seguito di incidenti stradali. La visita e la relazione medico-legale sono indispensabili anche a quei soggetti che hanno contenziosi con le società di assicurazione che non vogliono o vogliono solo parzialmente risarcire il danneggiato anche se hanno già un avvocato che ha aperto una causa avanti il giudice istruttore o di pace.