immagine vigoressia La dismorfia muscolare (o vigoressia o anoressia inversa, o complesso di Adone) è una preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolosi.

Gli individui affetti da dismorfia muscolare sviluppano una marcata dipendenza dall’esercizio fisico (protratto per molte ore al giorno), unita ad un’attenzione eccessiva alla loro dieta.

Inoltre, presentano compromissioni in aree importanti del loro funzionamento (sociale, occupazionale, relazionale): i soggetti affetti da tale disturbo possono allenarsi per molte ore al giorno, talvolta sacrificando gli impegni di lavoro e sociali, e compromettendo le relazioni familiari e la loro salute fisica.

Gli individui con dismorfia muscolare vivono un senso di inadeguatezza che li induce ad evitare contatti sociali e a fallire frequentemente nelle relazioni interpersonali.

La vigoressia porta ad un progressivo isolamento dal contesto sociale in cui si vive, ritenendo gli altri inadeguati e incapaci di comprendere che l’unica via corretta è proprio quella di un comportamento rigido e finalizzato all’aumento dei volumi muscolari. Le uniche persone che vengono ritenute degne di stima sono coloro che condividono il medesimo stile di vita, e che magari hanno già ottenuto risultati di maggiore entità sul profilo fisico.

La necessità di sviluppare sempre più massa muscolare conduce la maggior parte di loro a fare uso di sostanze illegali, in particolare steroidi anabolizzanti. Queste sostanze aiutano i muscoli a raggiungere livelli di sviluppo non ottenibili con il semplice esercizio fisico e possono provocare conseguenze negative sia di natura fisica che psichica come aumento dell’aggressività, acne, impotenza. Nonostante i soggetti siano consapevoli di tali effetti collaterali diversi studi dimostrano che l’uso di steroidi è fortemente diffuso.

Per ottenere il corpo desiderato non si limitano solo a sottoporsi ad estenuanti esercizi fisici o all’uso di sostanze illegali dannose, ma si sottopongono anche a meticolose diete in cui sono ammessi solo alimenti iperproteici, importanti per lo sviluppo muscolare, mentre sono categoricamente esclusi cibi ad alto contenuto di grassi e carboidrati.

Per i soggetti affetti da dismorfia muscolare vi è una marcata correlazione tra taglia muscolare e autostima. Sembra che quest’ultima dipenda in modo esclusivo da quanto grossi i soggetti sentono di essere, e vi è inoltre una ricerca continua di rassicurazioni dagli altri sullo sviluppo della loro muscolatura. Questi soggetti, di solito eccessivamente muscolosi, sono ignari di mostrare attraverso il loro aspetto tutta la loro debolezza psicologica, legata ad una profonda insicurezza dell’identità di genere. I muscoli, infatti rappresenterebbero per loro un mezzo di compensazione per un senso di inadeguatezza circa la propria mascolinità. Infatti, attualmente è ampiamente accettato che la dismorfia muscolare sia più frequente nei maschi, sebbene siano stati documentati anche casi di donne con severa dismorfia muscolare.

Pochi sono gli studi condotti circa la diffusione di questa patologia, si assume però che il 5% dei maschi che praticano il sollevamento pesi, i power lifters, e i weightlifters, ne soffrano.

La fascia d’età più colpita è quella dei 25 ai 35 anni, seguita da quella tra i 18 e i 24, ma non manca una crescente fetta di persone più adulte, anche over 40, che, spinta dall’idea di riconquistare la propria giovinezza attraverso l’allenamento, si lascia gradualmente attrarre da allenamenti sempre più duri e frequenti, alimentazione sempre più rigida, sino a trovarsi vittima della vigoressia.

Vigoressia ed anoressia sono concettualmente molto simili differendo solamente in funzione dell’ideale corporeo stabilito. Ma mentre negli ultimi anni c’è stata una grande campagna di sensibilizzazione sull’anoressia, della vigoressia si parla ancora poco. Mentre di fronte ad una persona molto magra sorge il dubbio di una condizione patologica, quando ad essere di fronte a noi è un soggetto particolarmente tonico e muscoloso, il sentimento che più facilmente viene suscitato è quello dell’ammirazione se non dell’invidia. E’ molto meno probabile che si faccia riferimento a queste persone come a soggetti potenzialmente malati, bisognosi dello stesso aiuto che istintivamente si pensa possa essere di supporto ad un anoressico.

Premesso che sia la condizione di sovrappeso che quella di sedentarietà sono assolutamente negative e, per quanto possibile da evitare, ribadito che i benefici della regolare attività fisica sono enormi soprattutto in termini preventivi rispetto all’insorgenza di patologie anche gravi, e rispetto al decadimento fisico, va sottolineato che, così come l’anoressia, la vigoressia non è sinonimo di una sana attenzione alla propria forma fisica ma una patologia che necessita di cure specialistiche.

Dott.ssa Nunzia Spanò Greco

Psichiatra e Medico estetico