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Spesso mi chiedono perchè abbia deciso di fare sia la psichiatra sia il medico estetico.

La risposta è che non solo semplicemente mi piacciono entrambe, ma soprattutto perchè le considero intimamente connesse. Una persona serena, soddisfatta della propria vita professionale e affettiva, e sicura di sè, appare anche piacevole. E inoltre la serenità mentale permette di dedicarsi in maniera sana alla cura di sè e migliorarsi. Allo stesso tempo vedersi bene allo specchio e piacersi migliora l’umore e l’autostima, creando quindi un circolo virtuoso che porta a sentirsi sempre meglio sia psicologicamente che esteticamente. In poche parole essere felici fa diventare più belli, e essere belli fa diventare più felici.

Al contrario quando si verifica un abbassamento del tono dell’umore, come posso constatare nei pazienti che si rivolgono a me per una depressione, si va incontro anche ad un peggioramento estetico: la mimica improntata a tristezza e preoccupazione e l’espressione corrugata portano alla formazione di nuove rughe, si ha uno svuotamento del viso per il dimagrimento che spesso si associa alla depressione, o al contrario si va incontro a sovrappeso e obesità quando il disagio porta a magiare in maniera incontrollata. Nell’ambito di un quadro depressivo si verifica quasi sempre una riduzione della cura di sè, che nei casi più gravi conduce il paziente a trascurarsi anche nell’igiene. Donne che abitualmente si truccano, durante un episodio depressivo si truccano molto meno o non si truccano affatto, perché la depressione fa sembrare tutto inutile e oltretutto faticoso. La depressione quindi porta ad un peggioramento estetico, e inoltre il vedersi peggio fisicamente peggiora l’umore. Si instaura quindi un circolo vizioso che si può interrompere solo con il miglioramento dell’umore attraverso una cura adeguata, cioè il trattamento farmacologico, la psicoterapia, o una combinazione di entrambe. Quando seguo come psichiatra una donna per depressione, parallelamente al miglioramento del quadro psicopatologico assisto ad una metamorfosi fisica. La paziente a poco a poco appare sempre più curata, torna a truccarsi (se era sua abitudine farlo), riacquista fiducia in se stessa e parallelamente al miglioramento del tono dell’umore migliora la cura dell’aspetto fisico. Superata la fase acuta della depressione, queste donne a poco a poco rifioriscono e, riacquisito l’interesse per il proprio aspetto, spesso mi chiedono di intervenire con dei trattamenti estetici. Questo mi ha portato alla constatazione, già ampiamente documentata in letteratura, che i trattamenti estetici migliorano ulteriormente l’umore, contribuendo in molti casi alla riduzione della terapia farmacologica. Sul botox alcuni studi sostengono l’ipotesi che il miglioramento dell’umore avvenga anche perchè, non aggrottando le sopracciglia, i pazienti vedono la propria immagine riflessa nello specchio più distesa, e quindi manifestano meno emozioni negative come rabbia, paura e tristezza. Molti pazienti psichiatrici quindi possono trarre beneficio dai trattamenti estetici, quando si tratta di persone affette da depressione di grado lieve o disturbi d’ansia, che presentano una sana aspirazione a vedersi e sentirsi meglio, e con un buon insight. Spesso però giungono alla mia osservazione come medico estetico pazienti affetti da dismorfofobia e disturbi del comportamento alimentare. In questi casi i trattamenti di medicina o di chirurgia estetica non possono alleviare il disagio psichico, in quanto in questi soggetti esiste una totale polarizzazione del pensiero sul proprio corpo, che non è legata al desiderio di sentirsi più attraenti, ma avviene a causa dello spostamento di una profonda sofferenza, attraverso meccanismi di cui il paziente non è sempre consapevole. In questi casi invece di assecondare le richieste del paziente cerco di comprenderne le vere motivazioni e invito il paziente ad aprirsi, per cui a volte una consulenza estetica diventa di fatto una visita psichiatrica e alcuni pazienti che si rivolgono a me per effettuare dei trattamenti diventano poi pazienti psichiatrici.

In ogni caso, sia che un paziente si rivolga a me come psichiatra che come medico estetico, il mio obiettivo è sempre il raggiungimento di un equilibrio psicofisico attraverso un percorso che stimola i pazienti a prendersi cura di loro stessi, a valorizzare le proprie risorse e fortificare la propria autostima, a seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, a fare una moderata attività fisica, a ricavarsi degli spazi per se stessi nonostante gli impegni lavorativi e familiari…in poche parole a volersi bene.

Dott.ssa Nunzia Spanò Greco

Psichiatra

Medico estetico