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Buongiorno.

Ho 47 anni ed ultimamente sono stato sottoposto ad una ecografia dell’addome.

Mi hanno riscontrato un “fegato grasso”: è una malattia? Ci sono delle cure specifiche o dei trattamenti particolari che dovrò fare?

Grazie.

Emilio

Buongiorno, Emilio.

Il termine comunemente usato di “fegato grasso” identifica una condizione nota come steatosi epatica, cioè un accumulo di grasso nel fegato superiore al 5% del suo peso totale. In genere la steatosi epatica viene diagnosticata occasionalmente durante un esame ecografico dell’addome, eseguito per altri motivi, che evidenzia un fegato iper-riflettente, cioè chiaro, “brillante”. Infatti la steatosi è una condizione asintomatica, anche se a volte è possibile osservare un rialzo degli indici di funzione epatica, quali le transaminasi e la fosfatasi alcalina, e riscontrare all’esame obiettivo addominale un fegato aumentato di volume.

Tra le cause di steatosi troviamo l’uso e l’abuso di alcolici, il sovrappeso, il diabete, l’obesità, le epatiti. Il “fegato grasso” si associa ad una serie di alterazioni come l’aumento del grasso viscerale, aumento del colesterolo LDL e dei trigliceridi, il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa e la resistenza dei tessuti periferici all’insulina. Queste alterazioni determinano un aumento della morbilità e della mortalità per malattie cardiovascolari come l’infarto e l’ictus, e per malattie oncologiche.

A livello epatico le alterazioni vanno dal semplice accumulo di grasso nelle cellule, ad un quadro di infiammazione denominato “steatoepatite” fino anche alla fibrosi epatica e quindi cirrosi, con il conseguente aumento di rischio di epatocarcinoma.

Pertanto è ormai chiaro come il “fegato grasso” non possa più essere considerato solamente una alterazione esclusiva del fegato, in quanto è un chiaro indicatore di disfunzione metabolica multiorgano che coinvolge il tessuto adiposo, il pancreas, i muscoli ed il cuore. Oltre ad essere un importante fattore di rischio indipendente delle malattie cardiovascolari e delle malattie oncologiche. A riprova di ciò è importante sottolineare come circa il 30% della popolazione adulta italiana sia affetto da steatosi epatica e come tale percentuale aumenti fino al 60% nei pazienti affetti da alterazioni metaboliche quali obesità e diabete. Dato ancora più allarmante è il fatto che l’8% dei bambini è affetto da steatosi epatica, percentuale che raggiunge il 40% nei bambini obesi.

Si rende quindi necessario, a seguito di una diagnosi di “fegato grasso”, rivolgersi al medico curante ed in seguito allo specialista, al fine di inquadrare la steatosi epatica, indagarne le cause e i fattori associati. In tal modo si potranno mettere in atto delle correzioni nell’alimentazione e nello stile di vita, evitando alcol, seguendo diete bilanciate povere in grassi, svolgendo regolare attività fisica aerobica, e contestualmente trattare le patologie associate.

Dottoressa Sara Gallina

Gastroenterologa di Albano Laziale